Taccuino del 25 marzo 2008
Povero Tibet, non gliene frega niente a nessuno: non produce petrolio, né oro, né diamanti. Fin dall’inizio della repressione della rivolta tibetana da parte dei cinesi, tutti si sono affrettati a mettere in chiaro: è comunque inutile boicottare le olimpiadi di Pechino, lo sport è un’altra cosa. Inutile: come se il boicottaggio di Mosca 1980 e Los Angeles 1984 avesse avuto tutt’altro spessore e motivazioni; e quando invece proprio il boicottaggio di queste olimpiadi creerebbe dei problemi reali alla Cina, sia dal punto di vista economico (quale enorme investimento è stato fatto per poter esibire una facciata accettabile al resto del mondo) che sociale (a quel punto sarebbe difficile tacere alla nazione quello che è successo in Tibet).
Ma resta il dato di fatto: i politici di tutto il mondo fanno i pesci in barile (a parte onore al merito Nancy Pelosi e Nicolas Sarkozy); i professionisti delle manifestazioni di protesta, pronti a scendere in piazza per qualsiasi peto di un bambino del Medio Oriente, se ne rimangono tranquilli a casa; il Papa anche lui evidentemente aggiogato alla nuova potenza economica e politica asiatica si limita a generiche reprimende con particolare riferimento alla situazione dei cristiani in Cina. Per giustificare il suo imbarazzante silenzio iniziale, il suo portavoce aveva chiarito in un primo momento che il Vaticano non si occupa di politica, raccontando così una delle barzellette più esilaranti dell’anno, per quanto involontaria.
La vicenda della vendita di Alitalia è un’ottimo esempio della totale mancanza di idee ed argomenti solidi da parte delle forze politiche in campagna elettorale. L’acquisto di Alitalia da parte di Air France è l’epilogo di una lunga storia iniziata molti mesi fa’, che fin qui non era mai assurta a questione di importanza vitale per le sorti del Paese. Questo perché si tratta in realtà di un problema settoriale e direi marginale: un’azienda da lungo tempo in sfacelo viene venduta per evitare il fallimento, fallimento causato da annosa e cronica mala gestione. C’è stata una regolare gara d’appalto in varie fasi vinta alla fine da Air France.
A chi importa in realtà di Alitalia? Chi viaggia in aereo sa da tempo che si tratta di una compagnia molto meno affidabile di tante altre compagnie di bandiera, chi l’aereo non lo usa potrebbe anche continuare a ignorare il problema vita natural durante. Certo, ci sono gli “esuberi”, come in qualsiasi situazione di ristrutturazione e risanamento di un’azienda, ma si parla di un numero di persone coinvolte che non credo abbia una rilevanza maggiore che in tante altre situazioni analoghe. Eppure i politici vogliono convincerci che con un rigurgito di sciovinismo tutti dovremmo alzare gli scudi per la “nostra” compagnia di bandiera probabilmente è più facile che cercare di dire cose sensate sulla situazione sociale italiana e sulle emergenze politiche e ambientali.
Taccuino del 30 agosto 2007
Alcuni aforismi da “In margine a un testo implicito” di Nicolás Gómez Dávila (Adelphi, 2001):
“Il borghese consegna il potere per salvare il denaro; poi consegna il denaro per salvare la pelle; e alla fine lo impiccano.”
“Il popolo non si ribella mai al dispotismo ma alla cattiva alimentazione.”
“Quando si smetterà di lottare per il possesso della proprietà privata si lotterà per l’usufrutto della proprietà collettiva.”
“Il popolo non elegge chi lo cura, ma chi lo droga.”
“Chi cerchi di educare e non di sfruttare, si tratti di un popolo o di un bambino, non gli parla facendo la vocina infantile.”
“Demagogia è il vocabolo usato dai democratici quando la democrazia li spaventa.”
“Quando una maggioranza lo sconfigge, il vero democratico non dovrebbe soltanto dichiararsi sconfitto, ma confessare anche che non aveva ragione.”
“Chi denuncia i limiti intellettuali dei politici dimentica che tali limiti sono la causa dei loro successi.”
I miei film preferiti della stagione 2006/2007:
Il grande capo di L. von Trier
Le vite degli altri di F. Henckel von Donnersmarck
The Queen di S. Frears
The Departed di M. Scorsese
Cuori di A. Resnais
Grizzly Man di W. Herzog
“Dio a volte esaudisce i monotoni perché si annoia” (detto Sufi).
Taccuino del 30 aprile 2007
Sarà per nostalgia dei vecchi simboli che da bambino vedevo sui “santini” elettorali, ma faccio voti perché la realtà politica italiana possa ridursi a cinque partiti: i “NeoCon” (Forza Italia+Alleanza Nazionale), la DC (che tutti dicono di non voler ricostituire, allegramente correndo in quella direzione), il Partito Democratico (un altro geniale boomerang inventato da Rutelli), il PSI e una Federazione Comunista. Magari con una belle legge elettorale con sbarramento al 4%.
Forse per la prima volta da vent’anni a ‘sta parte, questi cinque partiti (più la Lega?) rappresenterebbero davvero la situazione socio-politica italiana con fedeltà, senza inutili e ridicole frammentazioni in partitini e gruppuscoli. Poi Mastella lo chiudiamo in un bello zoo come “specie protetta”, anche se dubito che possa riscuotere il successo dell’orsetto Knut.
Taccuino del 21 marzo 2007
QUATTRO PROPOSTE ANTIDEMOCRATICHE PER UNA SANA VITA MUSICALE
1) Secondo me, che pure in questo ambito ci ho lavorato parecchio, bisognerebbe vietare per legge l’esecuzione pubblica di opere di compositori non eseguiti da più di 100 anni. Si eviterebbero così tutte queste “riscoperte” di oscurissimi autori che infestano il mercato concertistico e discografico tutto preso dalla smania dell’inedito (inedito che fa poi la fortuna di altrettanto oscuri esecutori, capaci solo di ottenere finanziamenti regionali per la riesumazione di qualche “ingiustamente dimenticato” musicista del luogo). 100 anni di non esecuzione mi sembrano un limite storicamente giustificato per fare da discrimine tra autori degni di essere ricordati e non: la più celebre delle “riscoperte”, l’esecuzione da parte di Mendelssohn della “Matthäus-Passion” di Bach, avvenne nel 1829, cioè giusto 100 anni dopo la prima esecuzione dell'opera (e Bach non era un autore dimenticato!).
Per fare un esempio di segno opposto: Sigismondo d’India (1580-1629) autore di musica splendida per quanto poco conosciuto e ritenuto un autore “minore”, ha sempre potuto contare su estimatori che ne hanno suonato o cantato le composizioni. Non così per tanti maestri di cappella (l’Italia è sempre stata strapiena di cappelle musicali) le cui musiche, dimenticate negli archivi dopo essere state eseguite una o due volte come “musica d'uso”, vengono oggi riesumate ed esibite in tutta la loro bellezza da Nosferatu.
2) “Mi parli di Orazio Tarditi”
“Chi?”
“Ma come, non lo conosce? Fu per 20 anni maestro di cappella del Duomo di Faenza nel Seicento…”
“Professore, mi parli lei di Bob Dylan”
“Come?”
“Bob Dylan, uno dei più grandi cantanti rock del secolo”
“Ma come si permette…?”
“Beh, Dylan è dal 1961 che fa la storia della musica pop: sono più di 45 anni…”
3) D’altra parte, io sarei favorevole alla riapertura di cappelle musicali o comunque centri alle dirette dipendenze di un sovrano o di una figura consimile. Il diritto, da parte del sovrano, di tagliare la testa al musicista inetto rialzerebbe rapidamente il livello medio degli esecutori. Oggi i Conservatori sono pieni di persone che, oltre a non sapere suonare (e questo magari dipende anche dai loro insegnanti), non hanno voglia di studiare, non sono particolarmente interessate alla musica, non hanno la minima idea del concetto di “professionalità”, e insomma sembra che gliel’abbia ordinato il medico di “fare musica”. Lo spauracchio della decapitazione per ordine del sovrano fastidito dalla loro inettitudine al di là dei possibili e inevitabili arbitrii cui darebbe adito (e comunque benvengano gli umori, abbasso il buonismo a tutti i costi!) potrebbe essere un buon deterrente per gli ignavi, e un solido parametro per l’aspirante musicista per fare i conti con la profondità della propria “vocazione”.
4) Non si capisce come mai, soprattutto in Italia, praticamente chiunque si intenda di tecnica del canto. Dai sovrintendenti dei teatri spesso musicofili piazzati al loro posto dal loro partito politico al pubblico pagante o non pagante di opere e concerti, stanno tutti lì a esprimere giudizi che, piuttosto che limitarsi all’onorevole e poco rischioso “Mi piace/Non mi piace”, si addentrano nello specifico tecnico quasi meglio di un insegnante di canto. “Non appoggia”, “Non sa fare i filati”, “Non gira bene i suoni nel passaggio”… Io non ho mai sentito ad un concerto di un violinista commenti tipo: “La sua quinta posizione è poco precisa”, “Ha il polso della mano destra un po’ rigido”, “I balzati erano troppo pesanti”, tranne ovviamente da colleghi del malcapitato violinista in questione. Vogliamo poi discutere, magari durante l’intervallo, della scelta di quelle posizioni inusuali da parte del trombonista per il suo passaggio a solo?
Caro pubblico, fa’ il tuo mestiere, che è già bello difficile e pieno di responsabilità intendo: acclamare o bocciare un musicista su dati, come dire?, “empirici” e lascia i termini tecnici a chi sa veramente cosa significhino. A volte, significano anni e anni di studio.
Taccuino del 16 settembre 2006
I miei film preferiti della stagione cinematografica 2005/2006:
Lenfant di J.P. e L. Dardenne
Match Point di W. Allen
Radio America di R. Altman
False verità di A. Egoyan
Non bussare alla mia porta di W. Wenders
Oliver Twist di R. Polanski
Viva Zapatero! di S. Guzzanti
Taccuino del 12 maggio 2006
Sua Santità,
mi scusi se ardisco: ma Lei come si permette di definire le unioni
diverse da quelle matrimoniali come un amore debole? Non discuto i
princìpi della Sua religione, discuto i termini che Lei ha usato. Vuole
dire che la splendida convivenza che io e la mia compagna svolgiamo in
armonia da quasi otto anni è più debole rispetto a quella di tante
mogli picchiate dai loro mariti, o di tante coppie separate in casa
che non si lasciano per via dei figli o anche solo per mere questioni
economiche?
Lei dice anche che le unioni omosessuali non sono amore autentico.
Prima di affrontare così complesse questioni filosofiche e di
principio, La prego: faccia piazza pulita della pedofilia di tanti Suoi
subalterni.
Taccuino del 20 ottobre 2005
La magistratura spagnola ha emesso un mandato di arresto internazionale a carico di
tre militari statunitensi implicati nelluccisione del giornalista José Couso avvenuta
nellaprile 2003 a Bagdad, quando un carro armato americano colpì con una cannonata
lhotel Palestine, dove alloggiava la stampa internazionale.
E di Nicola Calipari qualcuno si ricorda ancora? Non eravamo rimasti alla perizia dellauto
da parte di esperti italiani, che contraddiceva la versione dei fatti fornita dagli americani?
Carlo Azeglio Ciampi, nel suo recente intervento alla FAO, ha detto che solo
una società malata può spendere centinaia di miliardi in armamenti mentre
milioni di bambini muoiono di fame.
Finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di dire con tanta chiarezza
e semplicità questa verità evidente.
Ma il vero problema non sono le guerre e gli armamenti. La malattia della nostra società
si chiama capitalismo. A chi giovano i conflitti, e non solo quelli bellici?
Giovano a un sistema economico che per produrre plusvalore (e quindi ricchezza,
anche se solo per alcuni) deve continuamente essere in movimento, non importa
da quali situazioni sollecitato. Una pace ideale nel mondo (in tutto il mondo!)
farebbe solo collassare leconomia di mercato, che deve servirsi di ogni mezzo
possibile (non importa se lecito) per dare ossigeno allo scambio di capitali.
Quando si dice che il capitalismo è il sistema economico che ha dimostrato di
funzionare meglio nella storia in quanto apportatore di benessere,
si omettono due specificazioni importanti:
a) si parla di benessere in senso puramente materiale
e
b) questo benessere è solo per alcuni, in realtà una percentuale bassissima
dellintera popolazione mondiale.
Quando una potenza occidentale va a portare libertà, benessere e
economia di mercato in una nazione del Terzo Mondo, nei fatti va ad appropriarsi
o a sfruttare le risorse di quel paese, lasciando agli indigeni una mancanza di
organizzazione sociale spesso vicina al caos, avendo magari ribaltato in pochi giorni
un sistema sociale secolare, per quanto ai nostri occhi arretrato.
Ovvio che sia così: per giocare al capitalismo bisogna conoscerne le regole da lungo tempo,
e avere grandi masse di capitali da muovere. È ciò che la nazione occidentale fa
nel momento in cui va a donare libertà allo sfortunato paese del Terzo Mondo
(cui magari aveva venduto armi fino al giorno prima); ed è ciò che invece
lo sfortunato paese non ha i mezzi per fare dopo la sua liberazione.
Siamo ancora al fardello delluomo bianco di cui parlava Kipling.
Taccuino dell11 ottobre 2005
Personaggi pubblici che, senza alcuna dignità, letteralmente non mollano
la poltrona, nonostante avvisi di garanzia o imputazioni a loro carico.
Partiti che si mettono allasta al miglior offerente per future coalizioni di
governo, ignorando lelementarità di uno straccio di idea politica da
contrabbandare.
Cè il pericolo di non vincere le prossime elezioni? Proviamo a cambiare
la legge elettorale.
Pare che la cifra che verrà a mancare alle casse dello Stato per la prevista
riduzione dellICI sugli immobili di proprietà della Chiesa, equivalga al
taglio previsto al Fondo Unico per lo Spettacolo.
I vescovi avvertono che votare un politico che sostenga laborto è
peccato (perfino il linguaggio è da anni 50!).
In compenso, in alcuni Stati degli U.S.A. è iniziata la battaglia legale per
permettere linsegnamento del Creazionismo nelle scuole, magari soppiantando il
Darwinismo. Il Creazionismo, nella sua forma più oltranzista, sostiene - sulla
base delle Scritture interpretate letteralmente - che Dio abbia creato tutti gli esseri
nella loro forma attuale (andatelo a dire ai dinosauri!). E poi cè chi ha il
coraggio di accusare gli islamici di integralismo...
Taccuino del 12 settembre 2005
I miei film preferiti della stagione 2004/05
(pessima stagione, in ogni caso):
Sarabanda di I. Bergman
The Aviator di M. Scorsese
La terra dellabbondanza di W. Wenders
Le chiavi di casa di G. Amelio
Gli incredibili di B. Bird
Taccuino del 10 giugno 2005
Lo so, del mondo e anche del resto
lo so, che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
unaria già vissuta
un paesaggio o che ne so.
E sto bene io sto bene come uno
quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene che vergogna.
Io sto bene proprio ora proprio qui
non è mica colpa mia se mi capita così.
È come unillogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente.
Io sto bene...
(Giorgio Gaber, Lillogica allegria)
Confronta questo pensiero di Spinoza (Ethica):
La durata è la continuazione indefinita dellesistere
con questo verso di Peter Handke (Canto alla durata):
ecco, la durata è la sensazione di vivere
Limportanza della memoria. I ritmi forsennati della vita odierna, i mezzi di comunicazione di massa e il trionfo
delleffimero stanno cercando di eliminare - almeno in Occidente - questa formidabile arma etica. Non si tratta solo di
ricordare per non ripetere antichi errori: è grazie alla memoria che ci si può orientare e in fin dei conti compiere
nuove scelte.
Ecco perché è importante la tradizione (nel senso etimologico di tramandare); ecco perché
sono importanti i Classici - perché sono anche memoria.
Taccuino del 14 dicembre 2004
Delitti contro lintelligenza. Questo è lunico crimine che quasi mi fa invocare la pena di morte
(anche senza processo).
Vi ricordate lon. Craxi che, travolto dagli scandali di Mani Pulite che lo avrebbero portato a fuggire ad
Hammamet (come esule, mi raccomando, latitante è un termine che si riserva ad
altri casi, tipo Toni Negri, che esattamente come lui aveva approfittato della propria posizione parlamentare),
intervistato in TV da Giuliano Ferrara, alla domanda Ma lei ha davvero rubato? rispose Ma
perché avrei dovuto farlo, che bisogno ne avevo? Questo è un tipico delitto contro
lintelligenza.
E lOn. Buttiglione che qualche anno fa, a Porta a porta, per giustificare il fatto che Berlusconi
cercasse di fuggire in tutti i modi da un faccia a faccia televisivo preelettorale con Rutelli, giunse a dire (a Rutelli):
Sa cosa credo? Che Berlusconi non voglia prestarsi a un faccia a faccia con lei perché lei non lo
merita? Altro delitto contro lintelligenza.
In questi giorni assistiamo a una fiera di esempi di delitti contro lintelligenza.
Pensate a chi ha applaudito i giudici per la sentenza di assoluzione di Berlusconi e il giorno dopo (letteralmente) ha
parlato di giudici politicizzati e di vittoria degli iniqui per la condanna di DellUtri. E via subito
con progetti di legge per ribaltare le sentenze e salvare i condannati.
Il Sen. DellUtri, daltro canto, dichiara pubblicamente: Cosa sarebbe successo, se mi avessero
assolto? Si sarebbe finalmente smontato tutto il teorema costruito sulle dichiarazioni dei pentiti (sì,
ma il problema è che non è stato assolto!).
In Cile, per fortuna, assistiamo a un processo che pone rimedio a un delitto contro lintelligenza. Il Gen.
Pinochet, un paio di anni fa, riuscì ad evitare il processo a suo carico dimostrandosi incapace di
intendere e volere e in gravissime condizioni fisiche, praticamente paralizzato su una sedia a rotelle. Salvo - pochi
giorni dopo - alzarsi platealmente dalla sedia a rotelle per dare il benvenuto a un suo amico appena arrivato
allaeroporto sotto locchio di decine di fotografi. Ma a volte - come è capitato anche ad Aznar
pochi mesi fa - la tracotanza di chi si crede intoccabile e onnipotente viene perseguita. Forse in Italia dovrebbe
accadere più spesso.
Taccuino del 26 luglio 2004
Mi lamentavo di non avere scarpe, e ho incontrato un uomo che non aveva i piedi (Proverbio cinese)
I miei film preferiti della stagione 2003/04:
Buongiorno, notte di M. Bellocchio
Dogville di L. von Trier
Il ritorno di A. Zvyagintsev
La meglio gioventù di M. T. Giordana
Zatoichi di T. Kitano
Le cinque variazioni di J. Leth e L. von Trier
Le invasioni barbariche di D. Arcand
Master and Commander di P. Weir
Molti dei miei maestri non mi hanno mai conosciuto, non mi scelsero come discepolo,
erano già morti quando ho cominciato, quello che avevano fatto e scritto non era diretto a me.
Questo è obiettivamente controllabile, eppure non è vero. Tutta la loro vita e il loro agire
fu la compilazione di un enigmatico messaggio indirizzato esclusivamente a me.
Io passo la mia vita cercando di decifrare questo messaggio che ha preso dimora nel mio corpo
e nella mia anima e li mantiene in vita. (Eugenio Barba, La terra di cenere e diamanti, Il Mulino)
Taccuino del 20 maggio 2004
Con lO.N.U. invocata a gran voce proprio da chi laveva scavalcata un anno
fa, inizia il defilarsi della coalizione angloamericana dallIraq, con
modalità diplomatiche non molto diverse dalla fuga dal Vietnam di
trentanni fa.
Di armi di distruzione di massa (ricordate? era quella la scusa ufficiale per la guerra)
neanche lombra. In compenso distruzione tanta, migliaia di morti, lIraq
nella più totale anarchia.
Leconomia statunitense è rimasta stagnante. Bush è
lunico Presidente americano che io ricordi che non sia riuscito a rimettere in
moto leconomia neanche con una guerra. In compenso gli scandali delle torture, e
lombra di qualcosa di non chiaro dietro l11 settembre. Osama bin Laden
vivo e vegeto.
Una cosa buona in tutto questo lungo periodo buio: la disfatta di Aznar. Consolatorio che
la cattiva fede, spinta oltre ogni limite, si trasformi in un boomerang.
E lIraq? Forse lunica soluzione da tentare potrebbe essere rimettere su
Saddam Hussein. Chi lo applaudiva ha poi applaudito il crollo della sua statua, ora
contesta gli Americani, e quindi sarebbe forse pronto ad applaudirlo di nuovo.
Taccuino del 12 agosto 2003
I miei film preferiti della stagione 2002/2003:
Il pianista di R. Polanski
Luomo del treno di P. Leconte
Gangs of New York di M. Scorsese
Minority Report di S. Spielberg
A proposito di Schmidt di A. Payne
Mia moglie è unattrice di Y. Attal.
Se vi interessa una mia personale lista dei 94 più grandi Maestri del Cinema, cliccate qui.
Il numero 94 non è casuale: considerando che esistono una ottantina di registi universalmente riconosciuti
come Maestri assoluti, ho cercato di affiancarvi unaltra ventina di nomi mediando tra gusto personale, idiosincrasie e
oggettiva rilevanza storica dei registi presi in considerazione. Ho cercato di rappresentare nella lista tutte le scuole e correnti
cinematografiche più importanti, nonché i diversi generi e anche le diverse aree geografiche di produzione
cinematografica. Non sono riuscito, in coscienza, ad arrivare al numero 100. Meglio così: la lista rimane aperta...
Taccuino dell1 maggio 2003
E allora: doverano queste armi di distruzione di massa? (Bisognerà importarle
dallAmerica...)
Se una faccenda grave interessa molto più il regime di quanto interessi il popolo, e se va
male, il regime è vacillante o perduto.
Se invece interessa il popolo, spesso il regime sopravvive alla perdita.
È dunque necessario far credere al popolo che la faccenda lo interessi. (Paul
Valéry)
Il fatalismo, soprattutto quello pessimistico, cela sempre lignoranza di quella che i buddhisti chiamano
la legge della causa e delleffetto: non si vogliono analizzare le cause e le condizioni che hanno
prodotto un determinato evento, per cercare di comprenderlo a fondo e di scongiurare eventualmente il suo
ripetersi. Alla fin fine, un non voler mettere in gioco (o in dubbio) se stessi e il proprio comportamento, le
proprie responsabilità.
Quando una nazione ha bisogno di tanto in tanto dessere salvata da un uomo eccezionale o da un
avvenimento assai improbabile, tali miracoli dimostrano che è soprattutto da compatire. Ma capita che
essa si vanti di averli ottenuti.
È come vantarsi di non essere stati in grado di risolvere un male da sé.
È come abituarsi a trascurare il reale. (Paul Valéry)
Taccuino del 18 marzo 2003
Chi può uccidere rende seria ogni commedia (Paul Valéry)
Cinque buone ragioni per muovere guerra allIraq:
1. La guerra in Afghanistan non è bastata a rimettere in moto leconomia
americana;
2. Continuare a ostacolare lo sviluppo politico e economico dellUnione Europea (prima
dellAfghanistan lEuro stava pericolosamente rafforzandosi sul Dollaro);
3. In caso di guerra, il prezzo del petrolio potrebbe avere un notevole rialzo. Gli U.S.A. sono
tra i maggiori produttori di petrolio nel mondo. Il presidente Bush è sostenuto dalla
lobby dei grandi petrolieri texani;
4. Dopo lAfghanistan, avere il controllo di unaltra area strategica in seno allIslam, che si
ostina a resistere allomologazione americana del mondo;
5. Ribadire che solo gli U.S.A. hanno la maturità per detenere armi di distruzione di
massa.
Quiz:
a) LIraq continua a sostenere di non possedere armi di distruzione di massa; gli U.S.A. - a
dispetto della mancanza di prove inoppugnabili - si dicono sicuri della loro esistenza, e in
base a ciò si autoinvestono dellautorità di muovere guerra allIraq;
b) La Corea del Nord dichiara di aver ripreso il proprio programma nucleare; espelle gli
ispettori dellagenzia atomica internazionale; si dice pronta a usare la bomba atomica;
effettua test missilistici. Gli U.S.A. dicono: parliamone con calma e cerchiamo una
soluzione diplomatica.
Domanda: Che cosa non torna?
Volendo mettere in ginocchio i Paesi Arabi, basterebbe fare grossi investimenti per lo
sviluppo di fonti di energia alternative al petrolio, il che sarebbe anche una buona politica
dal punto di vista ecologico. Si creerebbe però qualche difficoltà allattuale
sistema industriale e capitalistico (torna al punto 3 delle Cinque buone
ragioni esposte sopra).
E poi: facciamo finalmente contenta Oriana Fallaci, poverina.
Taccuino dell11 dicembre 2002
Il fatto che ci sia ancora gente che deride gli esperimenti delle avanguardie storiche, e di
quella parte delle avanguardie degli anni Cinquanta e Sessanta il valore delle cui intenzioni
(se non dei risultati) è ormai stato acquisito storicamente, non è un indizio
di fallimento da parte delle avanguardie: è al contrario la dimostrazione della
riuscita dei loro intenti. Le loro opere conservano un valore e una carica artistica che
ancora colpisce nel segno dividendo in maniera accesa il pubblico dei fruitori. Quello che
è venuto dopo, specie dalla fine degli anni Settanta, era già quasi
unicamente mercato - non faceva più male a nessuno, ancor meno
costringeva a pensare.
Potresti pensare che lEstetica è una scienza che ci dice cosa
è bello - quasi troppo ridicolo per parlarne. Suppongo che dovrebbe includere anche
quale tipo di caffè ha un buon sapore.
(Ludwig Wittgenstein: Lezioni e conversazioni, Adelphi)
La politica, più di ogni altro settore della società, specie quella
occidentale, è in mano ai mediocri, grazie proprio alla democrazia, diventata ormai
unaberrazione dellidea originale quando si trattava di votare se andare o no
in guerra contro Sparta e poi... di andarci davvero, andarci di persona, magari a morire.
Oggi, per i più, democrazia vuol dire andare ogni quattro o cinque anni a mettere
una croce su un pezzo di carta ed eleggere qualcuno che, proprio perché deve
piacere a tanti, ha necessariamente da essere medio, mediocre e banale come sono
sempre tutte le maggioranze. Se mai ci fosse una persona eccezionale, qualcuno con delle
idee fuori del comune, con un qualche progetto che non fosse quello di imbonire tutti
promettendo felicità, quel qualcuno non verrebbe mai eletto. Il voto dei più
non lo avrebbe mai.
(Tiziano Terzani: Un indovino mi disse, Longanesi)
A leggere oggi il bellissimo libro di Terzani, Un indovino mi disse, vi si scopre
anche una analisi molto acuta (si direbbe: profetica) delle contraddizioni latenti
nelloccidentalizzazione delle nazioni dellestremo oriente, contraddizioni che
di lì a poco (il libro è stato edito nel 1995) sarebbero deflagrate, dando
origine al collasso economico da un lato, ed innescando lespansione a macchia
dolio del fondamentalismo islamico dallaltro.
In questi ultimi sei mesi ho letto molti libri del Dalai Lama. Mi permetto di consigliare:
Larte della felicità (Mondadori), La via del buddhismo
tibetano (Mondadori) e I sei stadi della meditazione (Rizzoli).
Taccuino dell11 maggio 2002
...FRATELLANZA - GOVERNO - SOLIDARIETÀ - TOLLERANZA - PACIFISMO -
etc! Mai nessun altro tempo fu, come questo, così PARODISTICAMENTE ETICO! e
perciò risibilmente AMORALE! (Carmelo Bene)
Le parole tolleranza e solidarietà presuppongono una
superiorità di chi tollera o è solidale nei
confronti delloggetto della propria cura. Questo svela tutta lipocrisia celata
nell(ab)uso di quelle parole.
Se Le Pen fosse stato fuori della legge, sarebbe già stato dichiarato fuorilegge
molto tempo fa. Se ciò che dice e fa è legale, non si possono
improvvisamente - una volta che il 20% dei francesi lo vota - alzare gli scudi e fare
chiamate alle armi in difesa della democrazia minacciata. Il problema non è Le Pen:
è chi lo vota. Ora che Chirac ha vinto, e in Europa è tornata la
tranquillità, tutto ritornerà normale come prima, e il
problema sarà rimosso o comunque non affrontato in profondità, fino a
quando non si rimanifesterà sorprendentemente. La finta
democrazia: tutti possono esprimersi, ma quando qualcosa non va decidiamo
noi cosè democratico.
Lassassinio di Fortuyn. Chi incita allodio può rimanere vittima
dellodio. La vera democrazia: democrazia della responsabilità - se dico cose
sconsiderate non posso poi lamentarmi del gesto di uno sconsiderato.
Lindustria culturale offre prodotti adatti a tutti i gusti purché si sia
rinunciato al gusto, largisce ogni forma di vitalità purché si sia abdicato alla
vita, ogni forma di attivismo purché si sia sacrificata lattività (...).
Si entra nellindustria culturale per avere ogni possibile apparenza, basta rinunziare
ad ogni sostanza, alla nozione di reale e falso (che diventa con la tecnica della riproduzione
esatta sempre più ardua da mantenere).
(E. Zolla, Volgarità e Dolore, Milano, Bompiani, 1966: pp. 11-2)
Taccuino del 7 febbraio 2002
Il caso Vanna Marchi. Forse bisognerebbe pensare anche che chi arriva
a regalare centinaia di milioni a gente come Vanna Marchi
ha trovato quel che cercava.
Vanna Marchi approfitta dellignoranza altrui. Ma ce ne vuole, di ignoranza,
per essere tanto ciechi e autolesionisti. La televisione acceca lo spirito,
o i poveri di spirito. Infatti, anche la politica oramai è fatta di televendite,
e se ne vedono i risultati.
Il Papa chiama allobiezione di coscienza medici e psicologi riguardo
allaborto.
Come ingerenza di un capo di Stato negli affari di uno Stato straniero,
è perfettamente paragonabile a un eventuale invito ai vescovi,
da parte del Presidente della Repubblica Italiana, alla disobbedienza
nei confronti di un Papa malato di Parkinson.
Dopo che Nanni Moretti ha dichiarato che il Re è nudo, lOn. Massimo
DAlema,
su La Repubblica del 4 febbraio, scrive testualmente:
Anchio ricordo quella sera e quel confronto con Silvio Berlusconi.
Lopinione generale fu che il capo di Forza Italia ne uscì battuto (...).
A distanza di tempo resto convinto che quella sera a prevalere
furono i toni e i contenuti. Quelli scelti da noi. (...) E il risultato,
se i conti si fanno coi voti, si vide. Quelle elezioni le vincemmo.
Eh no, caro DAlema: anchio ricordo perfettamente quella sera
e i giorni successivi, e a me pare proprio che lopinione comune -
di stampa, lettori e teleascoltatori - riguardo a quel confronto,
fosse che chi ne era uscito con le ossa rotte era Lei.
Chi avrebbe potuto sostenere il contrario?
(Altrimenti perché sarebbe nata la celebre scena di Aprile di Nanni
Moretti?)
E se poi vincere le elezioni significa che al governo ci andò
Berlusconi,
beh, allora ha proprio ragione Moretti nel sostenere che i leader
della cosiddetta sinistra sono incapaci di autocritiche e confronti.
Adorno, interrogato su quel che dovesse intendersi per volgarità,
rispose:
Essere dalla parte della propria degradazione
(E. Zolla, Volgarità e Dolore, Milano, Bompiani, 1966: p. 12)
Taccuino del 15 novembre 2001
Quando gli uomini superiori sentono parlare della regola,
diligentemente e abilmente la mettono in pratica.
Quando gli uomini medi sentono parlare della regola,
essa è vaga e incerta.
Quando gli uomini inferiori sentono parlare della regola,
ridono.
Se non ne ridessero,
non varrebbe la pena di prenderla come regola.
(De Dao Jing)
Dodici libri che porterei con me su unastronave diretta verso linfinito:
I Ching
Odissea di Omero.
Il cantico dei cantici
La divina commedia di Dante.
Amleto di William Shakespeare.
Tonio Kroeger di Thomas Mann.
Ulisse di James Joyce.
Il libro dellInquietudine di Fernando Pessoa.
Tractatus Logico-Philosophicus e Ricerche filosofiche
di Ludwig Wittgenstein.
Lolita di Vladimir Nabokov.
La sgualdrina della costa normanna di Marguerite Duras.
Io non evolvo, viaggio (Fernando Pessoa)
Quando leggo o ascolto, riferite a qualche artista, frasi del tipo:
...sempre più alienato (o lontano) dal proprio pubblico,
non posso che provare curiosità e simpatia per la persona di cui si parla,
che spesso prosegue (e persegue) il suo cammino creativo
infischiandosene (a ragione) dei cliché e delle ripetizioni
cui il suo pubblico vorrebbe condannarlo.
Ognuno vada dove vuole andare
Ognuno invecchi come gli pare
Ma non raccontare a me
Cosè la libertà
(Francesco Guccini)
Taccuino del 22 aprile 2001
Quando la vita diventa difficile da sopportare,
si pensa a un mutamento
della situazione. Ma il mutamento più importante ed efficace,
quello
del nostro comportamento, neanche ci viene in mente, e non ci è
facile
affatto decidere di attuarlo
(L. Wittgenstein, Pensieri diversi, Milano, Adelphi, 1980)
La mia cineteca ideale:
The cameraman di E. Sedgwick (1928).
Un chien andalou di L. Buñuel (1929).
City lights (Luci della città) di C. Chaplin
(1931).
Les enfants du paradis di M. Carné (1943/5).
The big sleep (Il grande sonno) di H. Hawks (1946).
Smultronstället (Il posto delle fragole) di
I. Bergman (1957).
Lannée dernière à Marienbad (Lanno scorso
a Marienbad)
di A. Resnais (1961).
2001: a space Odissey (2001: Odissea nello spazio)
di S. Kubrick (1968).
Morte a Venezia di L. Visconti (1971).
Ultimo tango a Parigi di B. Bertolucci (1972).
Pat Garrett & Billy the Kid di S. Peckinpah (1973).
Barry Lyndon di S. Kubrick (1975).
The Rocky Horror Picture show di J. Sharman (1975).
Annie Hall (Io & Annie) di W. Allen (1977).
Apocalypse now di F. F. Coppola (1979).
Love streams di J. Cassavetes (1984).
Der Himmel über Berlin (Il cielo sopra Berlino)
di W. Wenders (1987).
Une historie de vent (Io e il vento) di J. Ivens
(1988).
Morte di un matematico napoletano di M. Martone (1992).
The Truman show di P. Weir (1998).
Nella scrittura cinese antica, la felicità è
espressa da due ideogrammi
che rappresentano un altare e due mani che elevano un calice.
Questo per significare che la felicità è in sé
manifestazione
della gratitudine per quanto ci viene concesso.